Valutazione Investimenti – I Parte

Gli investimenti, con particolare riferimento a quelli di carattere industriale, rappresentano una parte rilevante della pianificazione aziendale e la loro importanza in un’impresa varia in relazione alle diverse fasi di crescita aziendale.

Gli investimenti possono essere legati a considerazioni di carattere strategico o riguardare progetti specifici relativi a singole operazioni aziendali. In termini generali per investimento industriale, si intende un’operazione con cui l’impresa acquisisce beni o servizi il cui impiego prevedibilmente procurerà nel tempo una determinata utilità.

possono essere valutati con una serie di criteri:

  • I criteri tradizionali
  • I criteri finanziari
  • capital budgeting

In questa prima parte ci soffermiamo sui criteri tradizionali:

– Il tempo di recupero (payback period)

– Il payback period attualizzato

– Il rendimento medio contabile (ROI del progetto)

 

Payback Period

 ll Payback Period è un metodo che viene frequentemente utilizzato dalle aziende per la sua semplicità di calcolo; consente di calcolare il tempo entro il quale il capitale investito nell’acquisto di un fattore produttivo a medio-lungo ciclo di utilizzo viene recuperato attraverso i flussi finanziari netti generati. Tra investimenti alternativi, si sceglierà quello con un “periodo di recupero” più breve, in quanto da tale momento in poi, il bene strumentale contribuirà alla formazione di utili lordi.

Esempio L’impresa Alfa sta valutando la possibilità di acquistare una nuovo macchinario che richiede un investimento iniziale di circa 100 mila Euro. Tale cifra include il costo della macchina e quello del software, i costi dell’attività di formazione, i costi di riorganizzazione, ecc. Con l’introduzione della nuova macchina, l’impresa Alfa prevede di incrementare i flussi di cassa come indicato:

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L’impresa Alfa ha recuperato l’intero l’investimento iniziale nei primi due mesi del quarto anno. Quindi il periodo di recupero risulterà pari a quattro anni e due mesi.

Nel caso in cui i flussi di cassa non variano nel tempo è possibile utilizzare sinteticamente il rapporto:

PR= I/F

in cui:

PR= periodo di recupero

I= ammontare dell’investimento iniziale

F= flusso di cassa annuale

Per un investimento di 100.000 Euro ed un flusso di cassa costante annuale di 40.000 Euro si avrà:

I = 100.000 Euro

F = 40.000 Euro

PR = 2,5 anni

L’impresa recupererà l’intero l’investimento iniziale in due anni e mezzo.

Il PR presenta numerosi limiti, solo in parte superabili:

– non considera i flussi conseguiti nei periodi successivi al pbp;

– non considera il valore finanziario del tempo;

– non considera l’ammontare di capitale investito;

– è un indicatore di rischio (esposizione temporale), non di rendimento.

Il PRI ha comunque alcuni pregi:

– considera i flussi di cassa (almeno dovrebbe!);

– facilità di calcolo, uso e comunicazione

 

Payback Period Attualizzato

Il PBP attualizzato supera uno dei limiti della versione “più semplice”, in quanto tiene conto del valore finanziario del tempo e il costo del capitale:

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Supponendo un tasso di sconto pari al 10%, lo stesso investimento della società Alfa comporterebbe:

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L’impresa Alfa ha recuperato l’intero l’investimento in più di quattro anni.

Possiamo dire che tale metodologia nel caso di progetti alternativi non modifica rispetto a quello semplice la “graduatoria” ma permette una una maggiore severità nell’analisi, inoltre permangono i limiti del tempo di recupero semplice relativi a:

  • Fissazione di un cutoff period arbitrario
  • Non considerazione dei flussi di cassa successivi al payback

Il rendimento medio contabile (ROI del progetto)

Il rendimento medio contabile (RMC) è definito come: “il rapporto tra la redditività media incrementale prodotta nel corso dei periodi presi in considerazione e l’ammontare dell’investimento medio da sostenere”.

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Si deve dunque dividere i profitti medi previsti dal progetto, al netto degli ammortamenti e delle imposte, per il valore contabile medio dell’investimento.

Questo rapporto viene confrontato con il rendimento medio dell’impresa, con l’obiettivo di rendimento atteso, o con un bechmark di riferimento.

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RMC = 17,8%

 RMC, come criterio di valutazione degli investimenti, presenta numerose lacune:

  • Non considerando nè la distribuzione temporale dei flussi (se il reddito viene prodotto il prossimo anno o il prossimo secolo) né il valore della moneta nel tempo (rischio e inflazione), ignora totalmente il costo opportunità del capitale
  • Non considera flussi di cassa, ma flussi di reddito
  • Non assume un valore univoco, perché risente dei principi contabili adottati nella redazione del bilancio (ammortamento, principio di competenza);
  • Non considera la rischiosità del progetto, né il contributo al valore dell’impresa;
  • Considera valori medi che, per definizione, sono approssimazioni