Piattaforma elearning: aggiornare le risorse umane

Piattaforma elearning e formazione

Il trasferimento del sapere è un processo continuo ed “accelerato”: ciò che era valevole sino a poco tempo prima dopo poco non lo è più.
La formazione di una risorsa in qualunque settore pone diverse problematiche rispetto al trasferimento del Know-how che da un lato si aggiunge dall’altro “sostituisce” una precedente tecnica.

I classici metodi di aggiornamento fatto di testi e di formazione d’aula sono ancora oggi un perno importante dall’accrescimento della persona. Basti pensare alla possibilità di approfondimento di un testo specialistico o alla dinamica d’aula che grazie al confronto sincrono discente/docente e discente/discente riesce a superare i dubbi e meglio sedimentare i concetti.

In supporto ai metodi classici di formazione è nata oramai da oltre 170 anni (nel lontano 1843 nacque a Londra una scuola di stenotipia fatta a distanza!) la FAD, ovvero la Formazione a Distanza. Con essa ci si riferisce a percorsi, tenuti a distanza, qualunque sia esso il mezzo.

E-learning Italia

Con l’introduzione di Internet è stato fatto un notevole passo in avanti, trasformando la Fad in e-learning (l’e-learning è un settore specifico che utilizza essenzialmente l’insieme delle tecnologie Internet).
Come in molte cose del ns. “secolo technologicus” anche lo sviluppo della tecnologia di una piattaforma e-learning ha conosciuto un’accelerazione notevole delle tecniche e delle metodologie. Lezioni sincrone in diretta streaming, multimedialità spinta, gamification (possibilità di percorsi formativi con elementi che incrementano l’interesse a partecipare) condivisione social e così via.

L’elearning oggi

Oggi l’utilizzo dell’elearning è pervasivo: basti pensare che il giro d’affari è stato di circa 52 mld di euro nel 2016 (fonte Docebo); il software libero Moodle, riporta oltre 80.000 siti che utilizzano il proprio sistema. Riguardo l’erogazione, la formazione “sincrona” tramite Webinar è valutata sempre meglio (piattaforma elearning survey interna, anno 2017).

Per un’azienda che si accinga a scegliere un sistema formativo a distanza, i dubbi da superare non sono pochi:

-Intensità e bilanciamento degli interventi da trasferire tramite la tecnologia
-Efficacia del mezzo
-Costi del sistema
-Scelta tra in house e outsourcing
-A pagamento o libero (non è detto che un presunto risparmio sia poi tale alla lunga!)
-Sincrono o asincrono, e così via

Come orientarsi per una scelta oculata?

In considerazione dell’alto costo in termini di tempo e dei rischi di un investimento non efficaci, al di là della piattaforma tecnologica che per sua natura evolve continuamente, l’obiettivo deve essere la scelta un professionista della formazione a distanza (interno o esterno). Il professionista della formazione non deve esser padrone solo della “tecnologia” ma deve possedere le competenze per costruire percorsi formativi mirati ed efficaci bilanciando interventi a distanza con quelli in aula.

Il software per la formazione è un mezzo: non può sostituire il “sapere dell’insegnamento” che è proprio dell’uomo.

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